Lubox Produzioni artistiche

Amleto

Questa non è la storia di un eroe, di un principe deciso, di un indomabile guerriero. Questa è la storia di un’anima fragile, frammentata, distorta, di un potere che inghiotte e divora senza scampo. Dopo il successo nazionale di “Riccardo III” e “Macbeth”, il regista Luca Ariano debutta in anteprima a grande richiesta con la nuova produzione “Amleto” di William Shakespeare all’interno degli studi Cine Lab. Un’esperienza da non perdere.
Studio Cine Lab
Via Dalmine 140 00188 Roma (RM)
Descrizione

Luca Ariano conclude la trilogia sul potere con un Amleto radicale, viscerale, contemporaneo. Qui il potere non si conquista, non si desidera, ti schiaccia e ti consuma. Torna la scatola, l'esperienza immersiva che ha conquistato spettatori e critica, un teatro che inghiotte e che non lascia scampo. La struttura scenica, vera e propria installazione artistica immersiva, accoglie il pubblico in una platea composta da soli 60 posti per assistere ad uno spettacolo in cui lo spazio scenico e le sue regole sono in continuo mutamento.

In Amleto il potere è un meccanismo estraneo: non è cercato, non è desiderato, ma invade, ingloba e infine divora chi lo rifiuta, chi non riesce ad accettarlo, chi è incapace di sostenerne il peso. Amleto non è fatto per il potere, non possiede gli strumenti necessari per dominare i suoi meccanismi, è una struttura instabile, ipersensibile, un’entità psicologica complessa e fratturata. Uno e trino, il personaggio shakespeariano è combattuto e stremato da tre parti emotive che convivono simultaneamente, in costante attrito. Il dovere della vendetta, la pulsione alla fuga e la fragilità permeabile, diventano campo di battaglia su cui queste forze si scontrano senza tregua. La realtà è filtrata, distorta, talvolta irriconoscibile e i personaggi che la abitano ne diventano proiezioni, amplificazioni, minacce. La scena che in Riccardo III era la sintesi di un “non luogo”, qui, nella sua impostazione dipinta, volutamente analogica, traduce l’autenticità di un uomo che ha il coraggio di proclamarsi vinto. Noi, spettatori di questa tragedia che è umana innanzitutto, non possiamo che sospendere ogni giudizio e di fronte a quel corpo dilaniato sussurrare le stesse ultime parole pronunciate dall’amico Orazio: “Buonanotte dolce principe, gli angeli ti accompagnino al tuo riposo”.

Con: Pietro Faiella, Roberta Azzarone, Roberto Baldassari, Nicola De Santis, Luca Di Capua, Lucia Fiocco, Liliana Massari, Alessandro Moser, Lorenzo Parrotto

Luca Ariano conclude la trilogia sul potere con un Amleto radicale, viscerale, contemporaneo. Qui il potere non si conquista, non si desidera, ti schiaccia e ti consuma. Torna la scatola, l'esperienza immersiva che ha conquistato spettatori e critica, un teatro che inghiotte e che non lascia scampo. La struttura scenica, vera e propria installazione artistica immersiva, accoglie il pubblico in una platea composta da soli 60 posti per assistere ad uno spettacolo in cui lo spazio scenico e le sue regole sono in continuo mutamento.

In Amleto il potere è un meccanismo estraneo: non è cercato, non è desiderato, ma invade, ingloba e infine divora chi lo rifiuta, chi non riesce ad accettarlo, chi è incapace di sostenerne il peso. Amleto non è fatto per il potere, non possiede gli strumenti necessari per dominare i suoi meccanismi, è una struttura instabile, ipersensibile, un’entità psicologica complessa e fratturata. Uno e trino, il personaggio shakespeariano è combattuto e stremato da tre parti emotive che convivono simultaneamente, in costante attrito. Il dovere della vendetta, la pulsione alla fuga e la fragilità permeabile, diventano campo di battaglia su cui queste forze si scontrano senza tregua. La realtà è filtrata, distorta, talvolta irriconoscibile e i personaggi che la abitano ne diventano proiezioni, amplificazioni, minacce. La scena che in Riccardo III era la sintesi di un “non luogo”, qui, nella sua impostazione dipinta, volutamente analogica, traduce l’autenticità di un uomo che ha il coraggio di proclamarsi vinto. Noi, spettatori di questa tragedia che è umana innanzitutto, non possiamo che sospendere ogni giudizio e di fronte a quel corpo dilaniato sussurrare le stesse ultime parole pronunciate dall’amico Orazio: “Buonanotte dolce principe, gli angeli ti accompagnino al tuo riposo”.

Con: Pietro Faiella, Roberta Azzarone, Roberto Baldassari, Nicola De Santis, Luca Di Capua, Lucia Fiocco, Liliana Massari, Alessandro Moser, Lorenzo Parrotto

Modalità d'utilizzo

Prenotazione confermata – Amleto di Luca Ariano

La tua prenotazione è confermata.
Ti aspettiamo per lo spettacolo “Amleto” di W. Shakespeare, regia di Luca Ariano.

Luogo: Studio Cine Lab (parcheggio interno fino ad esaurimento posti)
Via Dalmine 140- 00188 Roma

Importante

Avvertiamo che sono presenti immagini e suoni forti per cui raccomandiamo la visione solo ad un pubblico adulto.

Ti chiediamo di arrivare almeno 15 minuti prima dell’inizio dell’evento. I posti sono limitati e non numerati. 
Dopo l’inizio dello spettacolo non sarà più possibile assistere allo spettacolo.

Ti preghiamo di avvisarci qualora non riuscissi a partecipare all’evento, così da permettere ad altre persone di prendere parte allo spettacolo.

 A presto!

Grazie per aver prenotato.
Ti aspettiamo per vivere insieme questa esperienza immersiva e se vuoi rimanere aggiornato su tutte le iniziative Lubox, seguici su IG:  https://www.instagram.com/luboxproduzioniartistiche/

Supporto organizzazione
Per qualsiasi dubbio sulla modalità di prenotazione contattate: [email protected]

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Studio Cine Lab
Via Dalmine 140 00188 Roma (RM)
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Luca Ariano conclude la trilogia sul potere con un Amleto radicale, viscerale, contemporaneo. Qui il potere non si conquista, non si desidera, ti schiaccia e ti consuma. Torna la scatola, l'esperienza immersiva che ha conquistato spettatori e critica, un teatro che inghiotte e che non lascia scampo. La struttura scenica, vera e propria installazione artistica immersiva, accoglie il pubblico in una platea composta da soli 60 posti per assistere ad uno spettacolo in cui lo spazio scenico e le sue regole sono in continuo mutamento.

In Amleto il potere è un meccanismo estraneo: non è cercato, non è desiderato, ma invade, ingloba e infine divora chi lo rifiuta, chi non riesce ad accettarlo, chi è incapace di sostenerne il peso. Amleto non è fatto per il potere, non possiede gli strumenti necessari per dominare i suoi meccanismi, è una struttura instabile, ipersensibile, un’entità psicologica complessa e fratturata. Uno e trino, il personaggio shakespeariano è combattuto e stremato da tre parti emotive che convivono simultaneamente, in costante attrito. Il dovere della vendetta, la pulsione alla fuga e la fragilità permeabile, diventano campo di battaglia su cui queste forze si scontrano senza tregua. La realtà è filtrata, distorta, talvolta irriconoscibile e i personaggi che la abitano ne diventano proiezioni, amplificazioni, minacce. La scena che in Riccardo III era la sintesi di un “non luogo”, qui, nella sua impostazione dipinta, volutamente analogica, traduce l’autenticità di un uomo che ha il coraggio di proclamarsi vinto. Noi, spettatori di questa tragedia che è umana innanzitutto, non possiamo che sospendere ogni giudizio e di fronte a quel corpo dilaniato sussurrare le stesse ultime parole pronunciate dall’amico Orazio: “Buonanotte dolce principe, gli angeli ti accompagnino al tuo riposo”.

Con: Pietro Faiella, Roberta Azzarone, Roberto Baldassari, Nicola De Santis, Luca Di Capua, Lucia Fiocco, Liliana Massari, Alessandro Moser, Lorenzo Parrotto

Luca Ariano conclude la trilogia sul potere con un Amleto radicale, viscerale, contemporaneo. Qui il potere non si conquista, non si desidera, ti schiaccia e ti consuma. Torna la scatola, l'esperienza immersiva che ha conquistato spettatori e critica, un teatro che inghiotte e che non lascia scampo. La struttura scenica, vera e propria installazione artistica immersiva, accoglie il pubblico in una platea composta da soli 60 posti per assistere ad uno spettacolo in cui lo spazio scenico e le sue regole sono in continuo mutamento.

In Amleto il potere è un meccanismo estraneo: non è cercato, non è desiderato, ma invade, ingloba e infine divora chi lo rifiuta, chi non riesce ad accettarlo, chi è incapace di sostenerne il peso. Amleto non è fatto per il potere, non possiede gli strumenti necessari per dominare i suoi meccanismi, è una struttura instabile, ipersensibile, un’entità psicologica complessa e fratturata. Uno e trino, il personaggio shakespeariano è combattuto e stremato da tre parti emotive che convivono simultaneamente, in costante attrito. Il dovere della vendetta, la pulsione alla fuga e la fragilità permeabile, diventano campo di battaglia su cui queste forze si scontrano senza tregua. La realtà è filtrata, distorta, talvolta irriconoscibile e i personaggi che la abitano ne diventano proiezioni, amplificazioni, minacce. La scena che in Riccardo III era la sintesi di un “non luogo”, qui, nella sua impostazione dipinta, volutamente analogica, traduce l’autenticità di un uomo che ha il coraggio di proclamarsi vinto. Noi, spettatori di questa tragedia che è umana innanzitutto, non possiamo che sospendere ogni giudizio e di fronte a quel corpo dilaniato sussurrare le stesse ultime parole pronunciate dall’amico Orazio: “Buonanotte dolce principe, gli angeli ti accompagnino al tuo riposo”.

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Ti chiediamo di arrivare almeno 15 minuti prima dell’inizio dell’evento. I posti sono limitati e non numerati. 
Dopo l’inizio dello spettacolo non sarà più possibile assistere allo spettacolo.

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